“L’arte è di tutti e la bellezza devono scendere tra il popolo“
è questo il testamento spirituale che la Genoni ha lasciato nei corridoi dell’Umanitaria.
Il suo legame con la Società Umanitaria di Milano è fondamentale per capire come Rosa Genoni intendesse l’emancipazione femminile, non solo attraverso lo stile ma attraverso l’istruzione e il lavoro dignitoso.
Nel 1905 la Società Umanitaria affidò a Rosa Genoni la direzione della scuola di sartoria.
Non si trattava di un semplice corso di cucito: Genoni trasformò la sezione in un laboratorio di eccellenza. Aveva l’obiettivo di elevare il mestiere della sarta da manovalanza a professione intellettuale e artistica: smettere di imitare e iniziare a creare.
Non insegnava solo a cucire. Genoni portava le sue studentesse nei musei e nelle biblioteche a leggere le opere del Rinascimento. Le sue tappe didattiche prevedevano l’analisi degli abiti nei quadri di Pisanello, Botticelli e Raffaello. Le allieve dovevano passare dal quadro al cartamodello, interpretando i drappeggi e le linee classiche in chiave moderna.
Nonostante l’enfasi artistica la scuola dell’Umanitaria era una scuola professionale, in cui il rigore tecnico era estremo.



