una filosofia che riassume il socialismo di Rosa applicato all’estetica
Rosa Genoni è stata una figura straordinaria capace di intrecciare l’alta moda con l’attivismo politico radicale. La sua adesione al partito socialista italiano non fu un semplice atto formale, ma il cuore pulsante di tutta la sua carriera e della sua visione del mondo.
Rosa Genoni visse sulla propria pelle le dure condizioni di lavoro delle sartine a Milano. Questa esperienza la portò ad abbracciare il socialismo come strumento di riscatto.
Si iscrisse al partito socialista sin dai primi anni del 900, diventando una delle esponenti più attive del movimento femminile e socialista.
Lavorò a fianco a fianco di Anna Kuliscioff la “dottora dei poveri “condividendo la battaglia per il suffragio universale e per il miglioramento delle condizioni lavorative delle donne.
Per la Genoni la moda non era frivolezza, ma economia politica. La sua battaglia per un’alta moda italiana indipendente da quella parigina aveva obiettivi socialisti precisi.
Si batteva per l’affrancamento economico: creare una moda nazionale significava dare dignità al lavoro e alle operaie italiane.
Ha diretto per anni la sezione di sartoria della scuola della Società Umanitaria di Milano un’istituzione legata al mondo socialista e riformista, per formare professionalmente le giovani donne e renderle indipendenti.
Il momento più critico del suo rapporto con la politica attiva venne durante la grande guerra: fedele ai principi socialisti dell’internazionalismo Rosa Genoni si oppose fermamente all’intervento dell’Italia in guerra.
Fu l’unica delegata italiana a partecipare al Congresso internazionale delle donne all’Aja nel 1915, dove nacque la “Women’s International League for Peace and Freedom” – WILPF
Delusa dalle ambiguità di parte del socialismo italiano di fronte al conflitto e successivamente dall’ascesa del fascismo si allontanò dalla politica di partito pur mantenendo intatti i suoi ideali umanitari e pacifisti.
Rosa Genoni fu una delle poche a capire che per liberare la donna era necessario agire su tre fronti: quello economico – lavoro – , quello politico– voto- e quello culturale – identità e stile-.



